Abstract
La progressiva erosione dell'ordine unipolare sta lasciando il posto a una riconfigurazione sistemica caratterizzata da un'elevata conflittualità periferica. Attraverso l'impiego delle categorie teoriche della geopolitica classica, questo lavoro interpreta la moltiplicazione dei focolai bellici lungo la fascia del Rimland non come eventi slegati, ma come sintomi strutturali legati alla crisi dell'egemonia americana. In questo quadro di frammentazione, la riflessione si sposta sugli equilibri europei e sulla posizione dell'Italia, soffermandosi in particolare sul depotenziamento della deterrenza strategica e sui contraccolpi del riarmo tedesco in ambito continentale.
